Lenti a contatto mediche: quando le lenti comuni non bastano

Lenti a contatto mediche: quando le lenti comuni non bastano Per molte persone con problemi visivi, un paio di occhiali o le lenti a contatto standard sono sufficienti per vedere nitidamente. Ma cosa succede se...

lenti a contatto mediche

Lenti a contatto mediche: quando le lenti comuni non bastano

Per molte persone con problemi visivi, un paio di occhiali o le lenti a contatto standard sono sufficienti per vedere nitidamente. Ma cosa succede se si soffre di una patologia oculare complessa, per la quale i mezzi correttivi convenzionali non bastano? In questi casi, le lenti a contatto mediche possono offrire una soluzione.
Queste lenti specialistiche sono più di una semplice alternativa agli occhiali: sono veri e propri dispositivi medici, con una funzione sia correttiva che terapeutica per specifiche condizioni oculari.

In questo articolo approfondiremo il mondo delle lenti a contatto mediche: spiegheremo cosa sono, in cosa si differenziano dalle lenti comuni e per quali disturbi vengono prescritte. Analizzeremo anche aspetti legati a sicurezza, manutenzione e possibili rimborsi da parte delle assicurazioni sanitarie.

Cosa sono le lenti a contatto mediche?

Definizione e caratteristiche

Le lenti a contatto mediche sono progettate specificamente e prescritte per determinate patologie oculari in cui occhiali o lenti a contatto standard non garantiscono una correzione adeguata.
A differenza delle lenti cosmetiche o convenzionali, destinate principalmente a correggere vizi di refrazione come miopia o ipermetropia, le lenti mediche hanno uno scopo terapeutico. Si utilizzano per migliorare la visione in presenza di disturbi complessi come il cheratocono (una deformazione conica della cornea), l’astigmatismo irregolare o dopo un trapianto di cornea.

Un aspetto fondamentale è che queste lenti sono sempre realizzate su misura per il singolo paziente. Grazie a tecnologie avanzate come la topografia corneale, che crea una mappa dettagliata della superficie oculare, o mediante impronte personalizzate dell’occhio, le lenti vengono adattate con estrema precisione alla forma e alle esigenze del paziente.

Differenze rispetto alle lenti comuni

Le differenze principali riguardano prescrizione, materiali e design.
Le lenti mediche vengono sempre prescritte da un oculista sulla base di una diagnosi clinica e sono prodotte individualmente, a differenza delle lenti standard disponibili in misure convenzionali. Questo processo personalizzato le rende anche più costose.

Inoltre, i materiali utilizzati sono spesso altamente permeabili all’ossigeno e i design più complessi, per rispondere a esigenze specifiche. Le lenti sclerali, ad esempio, hanno un diametro maggiore che copre non solo la cornea, ma anche parte della sclera (il bianco dell’occhio), garantendo maggiore stabilità su cornee irregolari.

Applicazioni delle lenti a contatto mediche

Lenti rigide e a geometria stabile

Le lenti rigide o a geometria stabile (RGP) sono tra le più prescritte. Mantengono la loro forma una volta applicate, offrendo una superficie ottica regolare e stabile.
Sono particolarmente indicate per i pazienti con cheratocono, in cui la cornea assume una forma conica sporgente. La lente rigida crea una nuova superficie uniforme sopra la cornea irregolare, migliorando notevolmente la visione.

Una variante sono le lenti sclerali, che poggiano sulla sclera e scavalcano l’intera cornea senza toccarla. Lo spazio tra lente e cornea viene riempito con liquido lacrimale, aumentando il comfort e offrendo un effetto terapeutico nei casi di occhio secco severo.
Vengono prescritte per cheratocono avanzato, post-chirurgia refrattiva, deformazioni corneali cicatriziali, trapianti di cornea o grave sindrome dell’occhio secco.

Lenti mediche morbide e design specialistici

Esistono anche lenti a contatto mediche morbide, spesso utilizzate come lenti terapeutiche di bendaggio per proteggere la cornea dopo interventi chirurgici o in caso di lesioni.
Grazie alla loro morbidezza e flessibilità, offrono comfort e favoriscono la guarigione, schermando la cornea dagli sfregamenti dovuti all’ammiccamento.

Un tipo particolare è la lente con stampa dell’iride, sviluppata per pazienti con fotofobia o condizioni estetiche come l’aniridia (assenza dell’iride). Queste lenti presentano un’iride colorata simile a quella naturale, mentre la parte posteriore è oscurata per ridurre la luce in ingresso. Possono migliorare notevolmente la qualità di vita di chi soffre di acromatopsia o fotofobia estrema.

Lenti ibride

Le lenti ibride combinano i vantaggi delle lenti rigide (RGP) e di quelle morbide: offrono una superficie ottica stabile e un bordo morbido che migliora comfort e tollerabilità.
Sono particolarmente indicate per pazienti con cornee irregolari (come nel cheratocono) o che non tollerano bene le lenti rigide. Sebbene più costose e bisognose di cure specifiche, sono efficaci nel correggere astigmatismo e difetti multifocali.

Sicurezza e manutenzione

Rischi e precauzioni

Le lenti a contatto mediche sono generalmente sicure, ma comportano rischi simili (o talvolta superiori) a quelli delle lenti comuni, soprattutto se non si rispettano le norme igieniche.
Poiché l’occhio affetto da patologie può essere più vulnerabile, è essenziale seguire un percorso di applicazione e assistenza professionale.

Le lenti devono essere sempre adattate da uno specialista in lenti a contatto o da un oculista esperto in patologie complesse. Controlli regolari sono indispensabili per verificare che le lenti restino adeguate e non causino complicanze.
Il paziente deve inoltre saper riconoscere tempestivamente eventuali sintomi di irritazione o infezione e rivolgersi subito al medico.

Pulizia e cura

Una corretta manutenzione è cruciale per la sicurezza e la durata delle lenti. Spesso sono richieste soluzioni e procedure specifiche, diverse da quelle per le lenti comuni.
Le lenti sclerali, ad esempio, devono essere riempite con soluzione salina sterile prima dell’inserimento, mentre le rigide richiedono detergenti e liquidi di conservazione dedicati.

È fondamentale lavare sempre le mani prima di toccare le lenti, utilizzare solo i prodotti consigliati e evitare l’acqua del rubinetto, che può contenere agenti patogeni come Acanthamoeba.
Le lenti vanno inoltre sostituite regolarmente secondo le indicazioni del professionista, anche se appaiono ancora in buono stato.

Rimborso e collaborazione con gli specialisti

Copertura da parte delle assicurazioni sanitarie

In Italia, le lenti a contatto mediche possono essere rimborsate parzialmente o interamente dal SSN (Sistema Sanitario Nazionale) o da Fondi sanitari integrativi, casse mutue, assicurazioni aziendali. 
Il rimborso è previsto per specifiche indicazioni cliniche come cheratocono, astigmatismo irregolare, post-trapianto di cornea o altre condizioni che impediscono l’uso efficace di occhiali o lenti comuni

Condizioni per il rimborso

Per poter richiedere un rimborso o una contribuzione per le lenti a contatto mediche in Italia è necessario disporre di prescrizione medica che certifichi la necessità correttiva o terapeutica. È inoltre richiesto il rispetto delle procedure previste dal Servizio Sanitario Nazionale, da fondi sanitari integrativi o da casse mutue, fornendo fattura e documentazione medica completa.

Quota personale e assicurazioni integrative

Il costo delle lenti a contatto mediche può prevedere una quota a carico del paziente, variabile in base al tipo di lente, alla prescrizione medica e alla copertura prevista dal Servizio Sanitario Nazionale o dai fondi integrativi. Per ridurre la spesa, molte persone si affidano a assicurazioni sanitarie integrative o mutue, che possono coprire parzialmente o totalmente il costo non rimborsato dal SSN. È consigliabile verificare preventivamente i massimali, le condizioni e la documentazione richiesta dalla propria polizza per accedere al rimborso.

Collaborazione tra specialisti

L’applicazione e il follow-up delle lenti a contatto mediche richiedono una stretta collaborazione multidisciplinare.
Di solito il percorso inizia con l’oculista, che formula la diagnosi e valuta se le lenti mediche siano un’opzione terapeutica adeguata.
Il paziente viene poi indirizzato a uno specialista in lenti a contatto o optometrista con esperienza in lenti mediche, che si occupa della misurazione e dell’adattamento.

Questa sinergia tra oculista e specialista garantisce risultati ottimali e sicurezza nel lungo periodo. Per il paziente, significa un percorso di cura coordinato e personalizzato.

Conclusione

Le lenti a contatto mediche rappresentano una risorsa preziosa per chi soffre di patologie oculari complesse per le quali occhiali o lenti standard non bastano.
Grazie ai progressi nei materiali e nel design, sempre più pazienti possono trarre beneficio da queste soluzioni specialistiche.

Che si tratti di correggere una cornea irregolare, proteggere un occhio lesionato o ridurre la sensibilità alla luce, le lenti a contatto mediche possono migliorare significativamente la qualità della vita.

Se pensi di poterne beneficiare, il primo passo è prenotare una visita oculistica approfondita. In collaborazione con l’oculista e uno specialista in lenti a contatto, sarà possibile elaborare un piano terapeutico su misura.
Non dimenticare di contattare anche la tua assicurazione sanitaria per informarti sulle possibilità di rimborso.

Domande frequenti

La durata di porto delle lenti a contatto mediche dipende dal tipo di lente e dalla specifica condizione oculare.
Alcune lenti, come le sclerali, possono essere indossate per l’intera giornata (in genere 10–14 ore), mentre altre, come le lenti di bendaggio, possono talvolta essere portate in modo continuo (giorno e notte), ma solo sotto stretta supervisione medica.

È fondamentale seguire con attenzione le indicazioni del tuo oculista o dello specialista in lenti a contatto per evitare complicanze.
Sarà lui a definire un programma di porto personalizzato, tenendo conto delle esigenze del tuo occhio, del comfort e del fabbisogno di ossigeno della cornea.

Di norma, le lenti a contatto mediche non devono essere dolorose. Tuttavia, può essere necessario un breve periodo di adattamento.
Nei primi giorni alcuni pazienti percepiscono una leggera sensazione di corpo estraneo o lieve irritazione, che tende a scomparire man mano che l’occhio si abitua alla lente.

Se invece avverti dolore persistente, bruciore o fastidio, è importante contattare subito il tuo oculista o specialista: potrebbe trattarsi di un problema di adattamento o di una complicanza.
Vale la pena ricordare che, in molti casi, le persone con patologie oculari gravi provano meno dolore con le lenti mediche che senza, poiché queste proteggono la cornea e migliorano il comfort visivo.

No. Le lenti a contatto mediche vengono prescritte esclusivamente a persone con specifiche patologie oculari per le quali occhiali o lenti comuni non offrono una correzione adeguata.
Non sono quindi pensate come semplice alternativa alle lenti tradizionali per chi ha miopia, ipermetropia o astigmatismo regolare.

La decisione di prescrivere lenti mediche spetta sempre all’oculista, dopo una valutazione approfondita della salute oculare, dello stato generale e dello stile di vita del paziente.
Anche fattori come l’igiene personale, la motivazione a seguire le istruzioni di manutenzione e la disponibilità a effettuare controlli regolari sono determinanti per stabilire se una persona è un candidato idoneo.

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